Archivio per Giugno 2008

26
Giu
08

5° Festival Europeo di musica e danza popolare

Il Progetto: storia e obbiettivi
Il Festival è nato nel 2004, in concomitanza con l’allargamento dell’Unione Europea, per la volontà del “Cilindro”, che da anni si impegna nella riscoperta delle tradizioni della Valdichiana e toscane (nel 2008 ricorrono i 30 anni dalla formazione del gruppo), di dare un piccolo contributo con la sua creazione a far incontrare popoli diversi, con culture differenti, distanti l’uno dall’altro ma uniti dall’amore per le proprie tradizioni.
 Cortona si è caratterizzata negli ultimi anni come luogo di incontro di culture provenienti da tutto il mondo: il Festival Europeo di musica e danza popolare si pone in questo contesto come un messaggio di fratellanza che nasce dalla consapevolezza che le radici più profonde della nostra società, le tradizioni più popolari,  hanno una base comune: sono danze e canti del lavoro, d’amore, di religiosità popolare che esprimono sentimenti comuni a molti popoli e in cui tutti possono riconoscersi, europei e non.
 Questo intento è stato compreso e condiviso anche dal Presidente della Repubblica Azelio Ciampi che per la nostra opera ci ha onorato di una medaglia in occasione del 2° Festival.
 Quest’anno abbiamo suggellato questa angolatura con una sorta di gemellaggio con Civitella in Valdichiana, paese che dalla triste esperienza vissuta durante la seconda guerra mondiale, sta cercando di trarre un messaggio di pace fra tutti i popoli.
 Alla partecipazione di gruppi di notevole livello artistico, provenienti da varie parti d’Europa: Portogallo, Spagna, Slovacchia, Ungheria, Bulgaria, Turchia, Polonia, Grecia, Croazia, Albania, Austria, oltre ad altri gruppi italiani, nel 2007 si è aggiunta la presenza di un gruppo di danzatori Peruviani, allargando le sguardo del Festival oltre i confini dell’Europa.
 Anche la partecipazione del pubblico agli spettacoli è notevolmente lievitata: lo spettacolo a Terontola ha suscitato interesse in questa popolosa frazione del Comune di Cortona, nella serata a Camucia in piazza abbiamo potuto registrare un nutrita presenza, ma lo spostamento delle serata conclusiva a Cortona ha riempito completamente la piazza costringendo gli ultimi arrivati nei vicoli.
 Quest’anno parteciperanno gruppi provenienti dall’Ungheria, Cipro, Bulgaria e “l’Eco del Gargano”, uno dei migliori gruppi pugliesi di Pizzica  e Taranta
Consapevoli inoltre che intorno al festival e al folclore c’è sempre un crescente interesse anche da parte dei ragazzi e giovani, grazie anche al lavoro svolto dalla compagnia con laboratori in varie scuole del Comune ed extra scolastici per far conoscere le nostre danze e i nostri canti popolari (oltre che il teatro dialettale), il festival si aprirà, nella serata dell’amicizia fra i popoli, con l’esibizione dei giovani della Compagnia.
Programma di massima del 5°Festival

Giovedì 10 Luglio: ore 21.30 a Monsigliolo serata dell’amicizia fra i popoli con danze e canti fra i gruppi e i giovani della Compagnia
Venerdì 11 ore 21.30 Spettacolo a Terontola presso lo stadio Marinaio in collaborazione con il Centro Sociale e il G.S. Terontola
Sabato 12 ore 12.00 Saluto del Sindaco di Cortona ai Gruppi e scambio dei doni presso il teatro Signorelli in collaborazione con l’Accademia degli Arditi; ore 21.30 Spettacolo a Civitella in Val di Chiana in piazza Don A. Lazzeri in collaborazione dell’Associazione “Civitella ricorda”
Domenica 13 ore 21.30 Serata finale a Cortona in piazza della Repubblica  N.B.: Durante la loro permanenza i gruppi visiteranno i luoghi più significativi del territorio.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI SULLA COMPAGNIA E VISIONARE IMMAGINI DI REPERTORIO, potete visitare il sito web: www.compagniailcilindro.net    o contattarci tramite e-mail a: info@compagniailcilindro.net o al cell. 3343244074  oppure:

Presidente LOREDANO FANELLI cell. 3356548408 - tel. e Fax 0575678172
Responsabile attività folcloristica: BARTOCCETTI MARIA LUISA cell. 3282513110
Responsabile attività teatrale e didattica: CALUSSI GIUSEPPE  
tel. 0575604209 - cell. 3384388942 – Email giuseppecalussi@tele2.it

16
Giu
08

Si è svolta presso l’ex asilo di Braccagni (GR) la “ribotta” del Maggio

Il 7 Giugno 2008 è stato il giorno tanto atteso della Ribotta del Maggio. Purtroppo è un periodo in cui il tempo si diverte a fare le bizze, e proprio in questa giornata è piovuto fine alle ore 17. Ciò ha reso imposssibile fare la ribotta nel luogo programmato, ossia al Campo della Fiera, in quanto il terreno risultava impraticabile. Non ci siamo persi d’animo e, grazie al parroco del paese Don Luigi Corsi che ci ha messo a disposizione l’ex asilo, alle 17,30 abbiamo deciso di traslocare tutto l’occorrente nel nuovo luogo prescelto.
Nonostante questo fuori programma, l’organizazione è stata perfetta e quasi 150 persone si sono ritrovate insieme a cenare, ascoltando i canti dei nostri poeti: Alessandro e Francesco Cellini a fare gli onori di casa, oltre a Elino Rossi, Emilio Meliani e Umberto Lozzi detto “Volpino” o “Puntura”. Ospite d’eccezione la cantante Silvana Pampanini con il marito Silverio Fabiani e, per gli amanti della fisarmonica, ci ha pensato Velso Abati con alcuni brani musicali. Davvero una serata piacevole; l’unico rammarico è che con questo evento si chiude il Maggio 2008 e ci sarà da aspettare il prossimo anno.

11
Giu
08

Guerrino

 

Il carissimo e certamente non dimenticato Guerrino, nome di battaglia del barbiere Terzo Aristide, babbo del cotanto Popi, dai più conosciuto come Bruno, l’animatore del circolo degli anziani, non era famoso solo come barbiere e quindi come titolare di apprezzato luogo di lettura delle riviste sportive e non
 
nei rari momenti in cui lo si vedeva fuori del suo salone, svestito del suo lungo camice bianco, tanto da sembrare un uccello senza penne, o un prete senza tonaca, girava con un prezioso foglio tutto ripiegato in tasca che via via tirava fuori per raccontare le ultime sul suo peregrinare lungo e penoso
 
nel foglio c’era lo schizzo di un monumento, probabilmente buttato giù da lui artista tuttofare come erano tutti i barbieri dell’epoca, un monumento da erigere a Braccagni in ricordo e alla memoria dei caduti della Grande Guerra, cioè quella del 15 – 18
 
raccontava delle promesse fatte dall’ultimo assessore con cui aveva parlato, o con l’ingegnere che gli spiegava che bisognava prevedere uno spazio nel nuovo piano regolatore, sennò un si poteva fa niente, delle promesse del sindaco, delle speranze che lui diceva sempre di avere, ma che i suoi occhietti buoni e un pò tristi sembravano invece mettere in forte dubbio
 
io non so se il vecchio “Guerra” veniva scambiato per l’ultimo guerrafondaio della maremma, magari a causa del suo soprannome che poteva far pensare proprio ad essa, o se ancora non gli avevano magari detto anche a lui che, come le piazze, i monumenti ai caduti per la patria, gli architetti dei paesi non  li consigliano più, cioè, non vanno più di moda
 
Guerrino, immagino anche a nome e per conto di tutti i suoi commilitoni, ha trovato poi la generosa e compassionevole ospitalità a Montepescali, che forse si prestava di più dal punto di vista architettonico, e proprio all’entrata del paese fa mostra di se un piccolo ma evidente monumento ai caduti della prima grande guerra
 
forse sempre per (me) imprescrutabili tragitti architettonici a Braccagni è stato poi posto nel “parchino” nel luogo dove si sarebbe potuto ben ospitare il monumento desiderato e guadagnato a caro prezzo dai nostri nonni, un altro monumento che se non ricordava gesta eroiche per la patria, certamente alzava di diversi metri in alto la bandiera della civiltà sociale della popolazione, con un mausoleo intitolato e finalizzato ai corporali bisogni umani, dall’inconfondibile stile orientaleggiante, forse in lungimirante previsione di esodi e immigrazioni
 
vuoi per la più che evocante forma tondeggiante della cappella, vuoi per l’uso univoco pensato, al granocchiaio venne subito da battezza’ il monumento: “a testa di minchia”
 
per motivi che qui non è il caso di analizzare, quelle poche nuove abitazioni che si sono avute negli ultimi decenni in paese, non si sono discostate stilisticamente di molto dalle altre insulse edificate nel centro e in periferia degli altri paesi dormitorio della nostra provincia
 
sennonché ultimamente, sulla scia di un segnale di chiaro progresso economico del nostro centro (?) si vede spuntare e crescere, tra le impalcature che ormai non riescano più a nascondere le conturbanti linee della nuova costruzione finanziaria, un edificio dalle forme uniche precise e certe, uno stile che non mi ci è voluto poi tanto tempo a battezzare: dopo il monumento a ”testa di minchia” avremo anche una banca “testa quadra”
 
gragragra

09
Giu
08

Un inno al Maggio

Così cantava il ‘Gallo’ (al secolo Silvestro Galli)
quando insieme a tutti noi rifondò dal nulla, anzi, non dal nulla ma da
quello che tutti avevamo dentro e lui aiutò a far venir fuori, la tradizione
del maggio a Baraccagni.

In questo posto di gente che viene da ogni dove a trovar modo di vivere
onestamente e serenamente, le radici che ci legavano vennero riscoperte e
così quel canto ancora oggi nel piano e sulla collina va silente e tutti i
primi maggio forte, anche da quaggiù dov’io mi trovo, lo si risente.

Grazie amici nuovi che continuate la tradizione, molti neanche sanno chi io
sia, ne io conosco bene voi, ma quando cala il sole al 30 di aprile, c’è un
richiamo che ci fa ritrovare tutti…… aria scura e fresca, un guair
nell’aia e una finestra che si accende… poi il canto e la fisarmonica e
con noi, con voi cantano i giovani di oggi e quelli di ieri, e se provate a
zittirvi nel mezzo della canzone… nel mezzo del ritornello… aguzzate
l’orecchio che sentirete la voce di loro che adesso non ci sono più che
fanno il coro nel mezzo della campagna e son con voi a salutar la vita che
rinasce.

Così, dicevo, cantava il Gallo,  mentre reggeva l’albero fiorito
a primavera…..!!
Quest’albero fiorito a primavera
che è simbolo di festa e di coraggio
a tutti quanti da la buona sera
ed improvviso dice ecco maggio
seguitando la festa di bandiera
che a tutti quanti ce lo da coraggio
vedete l’albero gliè pieno di fiori
perchè è la festa dei lavoratori…..
e via con la fisa e l’organetto, chitarra e tutto il resto….
e poi il corbellaio
ora canterò io che so l’ovaio,
anch’io la debbo fare la mi parte
alla massaia gli frutti i ppollaio
ed al capoccia gli mantenga l’arte
tanti quintli vengan nel granaio
vincesse sempre al gioco delle carte
di maggio se ne gira la farfalla
tanti vitelli al capoccia nella stalla
infine tutti insieme intonati o stonati che si fosse
partiva la canzone… e con lei viveva la tradizione; proprio come oggi;

si amici che leggete, proprio come oggi ed io da lontanissimo la notte del
30 aguzzo gli orecchi e vi sento cantare e suonare, e se smettete
all’improvviso sento ‘Loro’, i nostri cari che non ci sono più che cantano
con noi,

col cuore e con la mente, vi sento sempre…!!!

viva il maggio, viva i maggerini e viva voi tutti.

patrizio