Come tradizione anche questo anno ci sarà la mostra di pittura, illustrazioni e fumetti. La mostra è curata dalla Associazione Culturale “Arte invisibile” (Email: arteinvisibile@yahoo.it) che dirige la Scuola di Fumetto e Illustrazione di Grosseto.
Verranno esposte opere sia degli allievi che degli insegnanti e verranno distribuite le prime pubblicazioni della associazione. Alcune di queste opere si sono piazzate nei primi posti di vari concorsi di fumetto e illustrazione.
In più rispetto all’anno scorso nel contesto della festa saranno fatte delle dimostrazioni al pubblico su come si realizza una illustrazione, su come si disegna o si dipinge e sulle varie fasi di realizzazione di una storia a fumetti.
Sarà predisposto anche uno spazio per far giocare con i disegni e i colori i più piccoli. Infatti dal 2007 la scuola ha aperto un corso specifico per bambini.
Le associazione è nata nel 2007 per iniziativa del presidente, Marco Cappuccini. Gli obbiettivi della associazione sono quello di promuovere nel territorio maremmano tutte le forme di arte popolare non ancora riconosciute come tali come la grafica, la grafica pc, il fumetto, l’illustrazione editoriale etc. Per l’appunto le “Arti invisibili”. Anche se queste non trovano spazio negli ambienti ufficiali ormai numerose persone si interessano e si dedicano a queste attività ed è pertanto giusto dare anche nelle nostre zone la loro dovuta visibilità.
Un altro scopo della associazione è di tipo sociale e consiste nel dare delle motivazioni ai ragazzi del nostro territorio, nell’avvicinare i giovani all’arte e alla cultura attraverso queste “arti invisibili” (più vicine al mondo giovanile). Ai ragazzi viene fornita la possibilità di aggregarsi in gruppi di lavoro, di fare delle attività divertenti e “sane”, di sviluppare attraverso l’arte il senso estetico ed etico, di sviluppare la loro creatività anche, in futuro, con l’autoproduzione. Inoltre la formazione data (grazie ad un team di docenti qualificati) è finalizzata alla creazione di figure professionalmente preparate per proporsi nell’editoria (speriamo che si dica sempre meno che a Grosseto non ci sono attività per i giovani).
La associazione svolge le proprie attività principalmente presso la Circoscrizione Pace di Grosseto e presso il Centro Giovanile P.G. Trassati – zona “tiro a segno” di Grosseto.
Archivio per Marzo 2008
La preparazione dei cappelli
I maggerini, lo sappiamo, vestono abiti e cappelli decorati con fiori di carta e nastri colorati. Ma chi è che pensa a fare questi fiori, ad addobbare il “corbello”, a preparare i cappelli dei maggerini così meravigliosamente infiocchettati con i colori della Primavera? A Braccagni c’è un drappello di donne che fanno questo lavoro da sempre e che sono già a lavoro. Il risultato della loro opera potete vederlo esposto il 1 Maggio al Campo della Fiera di Braccagni.
In Braccagni (GR) wird jedes Jahr 1. Mai das Treffen der Mai-Singer gefeiert. Ursprung dazu ist der alte Ritus del Mai-Einsingens. In einer pittoresken Ecke der Maremma geben sich die Gruppen der Mai-Singer, der Bankeslsanger und Stanzendichter aus der ganzen Toskana ihr Stelldichein. Revue passieren eine Auslese von Bettelliedern, Stegreimen und klassischen Liedern der landlichen Singtradition.
Info
Gruppo Tradizioni Popolari
“Galli Silvestro”
web www.maggerini.it
e-mail sentinella@maggerini.it
tel. (+39) 0564 863706-329007 – (+39) 329 8965600
fax 1782285112
Traduzione a cura di Hans Gerber
Chaque année mai à Braccagni (GR) a lieu une fete pour célébrer le mois de mai avec des chamts traditionnels, cérémonie qui est liée au vieux rite du « cantar Maggio ». Des chanteurs du « mois de mai », des chanteurs de rues ed des poètes in « ottava rima » se retrouvent dans un lieu pittoresque de la Maremma. Ils présentent un choix de chants de quetes, des improvisations poétiques et des chants classiques de la tradition rurale.
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Gruppo Tradizioni Popolari
“Galli Silvestro”
web www.maggerini.it
e-mail sentinella@maggerini.it
tel. 0564/863706-329007 – 329/8965600
Traduction de Hans Gerber
fax 1782285112
In Braccagni (Grosseto, Tuscany, Italy) each year on the 1st of May takes place the celebration of the May-singers, a ritual that back to the old May Day festivities. In a characteristical spot of the Maremma, groups of May and ballad singers as well as poets of ottava rima, coming from all parts of Tuscany, get together for a medley of begging songs, improvised verses and classical songs of old rural tradition.
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Gruppo Tradizioni Popolari
“Galli Silvestro”
web www.maggerini.it
e-mail sentinella@maggerini.it
tel. (+39) 0564 863706 – 329007 (+39) 329 8965600
fax 1782285112
Translated by Hans Gerber
Comune di Grosseto
Provincia di Grosseto
Circoscrizione n. 7 Braccagni – Montepescali
Gruppo Tradizioni Popolari “Galli Silvestro”
Banca della Maremma
A.P.T. di Grosseto
Festa del 1 Maggio 2008
Braccagni (GR)
Oliveto Campo della Fiera
ore 13,00 – Merenda popolare a base di baccelli,
formaggio e prodotti tipici locali.
Ore 14,00: RADUNO SQUADRE di MAGGERINI
Saranno presenti squadre di “maggerini” provenienti da tutta la Toscana, tra cui il Coro degli Etruschi, Ottava Zona, Pettirossi di Roccastrada, Maremma in Musica, Rosolacci, Grifone, Ribolla, Olmini, Maggerini di Velso, Braccagni, Cortona, (AR), Campi Bisenzio (FI).
Interverranno: Mauro Chechi, Emo Rossi e Davide Manini, Gildo e Pietro Lino Grandi di Lucca, (cantastorie); Lisetta Luchini e Silvana Pampanini (cantanti folk); l’imbonitore calabrese Giuseppe Mandica, lo “gnaccheraio” Ido Corti; con la partecipazione dei più rinomati “estempori cantori”,.
in ottava rima toscani e laziali come Enrico Rustici, Alessandro e Francesco Cellini, Umberto Lozzi detto “Volpino”, Benito Mastacchini, Elino Rossi.
Nel corso della manifestazione sarà ricordata la scomparsa del decano dei cantastorie italiani Eugenio Bargagli.
Esposizione di attività artigianali e culturali – Mostra di pittura
E’ obbligatorio parcheggiare negli appositi ampi parcheggi.
Info: www.maggerini.it cell. 329 8965600
La Fiera del Madonnino
Continua a far registrare grande interesse da parte degli operatori economici l’avvenimento più importante della nostra provincia: la grande Fiera del Madonnino che questo anno dal 24 al 27 aprile, nella consueta aerea espositiva di Braccagni, festeggerà un traguardo importante: la 30’ edizione. “Nonostante i nostri sforzi è sempre più complicato soddisfare le richieste” – sottolinea il presidente di Fimar, Saimo Biliotti – “mentre vorremmo che l’opportunità di partecipare fosse concessa a tutti coloro che ne fanno richiesta. Va comunque precisato che Fimar per non sminuire la valenza della fiera e tenendo ben presenti gli obbiettivi che essa si pone, effettua una attenta selezione delle tantissime domande privilegiando quelle i cui settori di pertinenza e valutando, al contempo, la possibilità di proporre alle aziende escluse, la partecipazione ad altri eventi più consoni ai settori rappresentati”.
Senza ombra di dubbio ogni anno di più la Fiera del Madonnino rappresenta qualcosa di più per la Maremma di una semplice esposizione: un momento di crescita economica, turistica e sociale sottolineata da circa 50.000 presenze e oltre 300 espositori provenienti da tutta Italia..
Per la 30° edizione prevista una sorpresa.
Per info tel. 0564/418783
Un programma di spettacoli e iniziative scientifiche nel trentennale
della
Rassegna del Teatro Popolare Il maggio drammatico nell’area
tosco-emiliana
promosso e finanziato da
Regione Toscana – Provincia di Pisa – Comune di Buti – Centro
Tradizioni Popolari Provincia di Lucca – Università degli Studi di Pisa – ARCI
Pontedera – Associazione Teatro Buti – Compagnia del Maggio ‘P.
Frediani’ Buti - Fondazione Teatro Pontedera – ACLI Buti – Centro Culturale
l’Aquilone – CRED Casentino – Cassa di risparmio Lucca Pisa Livorno spa -
Toscana Energia
PRESENTAZIONE
Il 23-28 maggio 1978 si svolgevano tra Buti e Pisa il Convegno e la I
Rassegna del Teatro Popolare Il maggio drammatico nell’area
tosco-emiliana: questa iniziativa propose o ripropose all’attenzione della cultura
italiana e dei settori più vivi della società toscana un fenomeno
culturale che pareva morto ed invece, anche grazie a quelle generose e
irripetibili giornate di studio, lavoro e spettacolo, ha rivelato in questi
decenni la sua vitalità e la sua capacità di interpretare nuove
esigenze comunicative e partecipative.
A trent’anni da quell’evento il Comune di Buti, d’intesa con la
Provincia di Pisa e la Regione Toscana, e richiedendo il concorso sia delle
istituzioni accademiche (Università di Pisa, Scuola Normale Superiore,
altre Università interessate) sia dell’associazionismo culturale e dei
centri di studio e promozione delle tradizioni popolari toscane (Centro
di Tradizioni Popolari della Provincia di Lucca, altri centri
interessati), intende proporre un nuovo evento che si intitola Maggio, ottava e
cultura italiana e che vuol unire riflessione scientifica e momenti di
spettacolo e cultura viva, dal maggio drammatico all’ottava rima al
moderno teatro di contaminazione.
Lo svolgimento dell’iniziativa è previsto nei giorni 16-25 maggio 2008
(utilizzando la seconda parte delle due settimane). Il convegno
scientifico che accompagnerà la prevista serie di spettacoli ed eventi si
articolerà in due sezioni, una dedicata al bilancio critico di studi,
rassegne, eventi spettacolari, iniziative politico-amministrative di
valorizzazione che hanno riguardato il maggio e l’ottava nel corso di questi
trent’anni ed una dedicata al valore di queste tradizioni per la cultura
italiana nella più ampia accezione del termine. Il tema insomma è
quello dell’interferenza e dell’interscambio tra cultura popolare
tradizionale (in particolare maggio e ottava rima) e forme e momenti della
cultura ufficiale. Con quest’ultimo termine ci si riferisce alla cultura
aulica e alla produzione scritta dell’Ottocento (si pensi da un lato a
D’Ancona, dall’altro a Carducci), a figure di poeti della prima metà del
Novecento quali Enrico Pea e Leopoldo Baroni, a certe esperienze
musicali, cinematografiche e teatrali della seconda metà del Novecento e
infine alla cultura dei nostri giorni, attraverso i cui canali Dario Fo,
Roberto Benigni, Francesco Guccini fanno magistralmente rivivere aspetti
tipici delle forme orali tradizionali.
Montepescali
La sua particolare ubicazione non ne permette una occasionale conoscenza. Posto infatti su di un colle panoramico spazia su tutta la costa e l’arcipelago toscano, sino alla Corsica. Proprio per questo è denominato “Il Balcone della Maremma”.
Già feudo degli Aldobrandeschi, dal 1300 passò sotto Siena; durante il dominio Mediceo e dei Lorena fu concesso in feudo nel 1927 ai conti d’Elci e da questi poi ai Tolomei, ai Guadagni ed infine ai Federighi. Ancor oggi Montepescali è circondato da mura, che conferiscono a questo centro una suggestiva immagine resa ancor più particolare dalla Torre senese, un tempo appartenente al cassero e restaurata nel 1492. Vasti oliveti drappeggiano il colle a simbolo di una produzione olearia di un certo prestigio. Nonostante la sua veste di frazione, racchiude nelle sue due chiese delle notevoli testimonianze d’arte.
Nella parte alta del paese la chiesa di San Niccolò, di impianto romanico (XI secolo), conserva un importante ciclo di affreschi di scuola senese datati 1389.
In tempi recenti vi è stata posta anche una grande tavola di Matteo di Giovanni (scuola senese, XV secolo) che raffigura la Madonna in Trono con Angeli e Santi.
La chiesa dei Santi Stefano e Lorenzo risale al XII secolo e conserva anch’essa affreschi di scuola (XIV sec.). Si segnala il ricco altare in stucco (fine sec. XV) che ospitava in orgine la pala di Matteo di Giovanni.
Una visita la merita sicuramente il museo ci civiltà contadina (solo su prenotazione tel. 0564/,,,,
Ospitalità: a Montepescali ci sono tre ristoranti e ad agosto si svolge la rinomata Sagra del Cinghiale.
La Maremma
Se è vero che in questa terra la presenza umana è viva da secoli ed ha lasciato gloriose testimonianze di storia e di arte raffinata, a cominciare dagli Etruschi fino ai giorni nostri, è altrettanto vero che l’aspetto attuale di buona parte del territorio deriva invece da una conquista, o meglio da una riconquista relativamente recente. Solo pochi decenni fa le fasce pianeggianti costiere erano un’unica, continua palude le cui insidie si abbattevano non soltanto sulla scarsa popolazione locale, ma minacciavano anche chi si trovasse ad attraversarla per caso e per mera necessità. E’ stato grazie all’operato lungimirante di alcuni governanti e ai sacrifici di quanti hanno collaborato all’attuazione della bonifica che questa parte del territorio è stata riscattata, con tutta probabilità definitivamente, dall’antico dominio della palude e della malaria.
Tutta la storia del popolamento, dello sviluppo o della decadenza economica e sociale della Maremma è sempre stata basata sul rapporto dialettico, talvolta antitetico, fra la pianura e la collina (ovvero la fascia litoranea e le aree interne) col predominio dell’importanza ora dell’una, ora dell’altra.
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